“Non è un caso che il tennis usi il linguaggio della vita” (Agassi)


Rifugiati sotto un ombrellone o accoccolati all’ombra di un albero, con vista orizzonte, è tempo di tuffarsi in un bel libro per qualche ora filata… Tantissime le opzioni da sfogliare o da scrollare, secondo i gusti.
La lettura è un bene da salvaguardare, un hobby benefico e positivo – Joyfit, direi – che fa bene alla mente e alla fantasia, che nutre sogni e speranze e che apre strade e soluzioni.
Sia che ami lo sport, sia che lo detesti, mi sento di consigliarti la lettura di una biografia – uscita qualche anno fa presso Einaudi: “Open. La mia storia” di Andre Agassi. Un bel tomo che si legge comunque scorrevolmente per la scrittura tanto incisiva quanto seducente e per l’ottima traduzione in italiano. 
Il testo mette a nudo il grande campione, senza alcun pudore. “Gioco a tennis per vivere, anche se odio il tennis, lo odio di una passione oscura e segreta, l’ho sempre odiato” afferma candidamente.
E’ un libro sull’insoddisfazione, un sentimento profondamente umano e diffusissimo, che probabilmente hai provato anche tu in qualche periodo della tua vita. Eppure non è racconto rassegnato; è ribelle, battagliero e combattivo come il protagonista. 
“A chi importa se odi il tennis? – gli chiede il suo allenatore – Tutta quella gente là fuori, tutti i milioni di persone che odiano ciò che fanno per vivere, lo fanno comunque. Forse il punto è fare ciò che odi, farlo bene e con allegria. Odi il tennis, quindi puoi odiarlo quanto ti pare, ma devi pur sempre rispettarlo e rispettare te stesso”. 

Un interessante punto di vista, credo.

E tu, cosa hai messo nello zaino o nella borsa del mare? Un romanzo? Un saggio? Magari un giallo o un libro fantasy da diecimila pagine che puoi usare anche contro le zanzare
Consigliaci anche tu una lettura.

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